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    25

    2012
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DogBox con Bananaram per i Diritti Umani

DogBox con Bananaram per i Diritti Umani

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Il Festival è a cura dell’Associazione Marche Institute of Arts e si svolge nell’ambito del programma Cohabitat ed è in collaborazione con la Provincia di Ancona ed ha il patrocinio del Comune di Ancona. Partner della manifestazione sono Dogbox case per cani e Zart Design.

Sebbene poco conosciuta, Dogbox è un azienda anconetana che costruisce case per cani e si inquadra nell’ambito di quei miracoli economici tutti Italiani che nascono e si sviluppano nella Provincia Italiana ma che poi come in questo caso diventano leader nel loro settore non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Dogbox ha infatti rappresentanti commerciali in tutta Europa ed è fornitore ufficiale dei canili delle forze di dispiegamento rapido della NATO e dell’unità cinofila centrale della Polizia Penitenziaria.

BananaRAM per i Diritti Umani
Ad Ancona si è tenuta l’edizione 2008 del Festival BananaRAM curata da Gianluca D’Agostino e Maria Rita Silvestri. In collaborazione con le Nazioni Unite, quest’anno BananaRam a celebrato il 60 anniversario della Carta dei diritti dell’Uomo Con la proiezione, su maxischermi dislocati in diversi punti della città di Ancona, di alcune opere di video art realizzate da artisti di tutto il mondo la rassegna a toccato tutti gli articoli della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Gianluca D’Agostino rappresentante del Marche Institute of Arts è estremamente soddisfatto: “Finalmente siamo riusciti ad intensificare la partecipazione delle istituzioni nel nostro progetto di Public Art, infatti oltre alla Provincia di Ancona che consolida il suo sostegno strategico a questa forma nuovissima di comunicare l’espressione artistica, anche il Comune ci ha dato un aiuto notevole dal punto di vista logistico, fornendoci due location strategiche come Piazza Roma e Piazza Ugo Bassi” “Il concetto primario di Public Art è quello di esporre l’arte direttamente nelle strade, in modo che il pubblico sia coinvolto direttamente, mettendolo di fronte all’opera d’arte in mezzo alla strada mentre passeggia o va al lavoro dandogli così l’opportunità di fruire di un godimento estetico di alto livello in un luogo inaspettato ma anche di poter riflettere su temi importanti come quello dei diritti umani”. Questo della Public Art per noi del MIA non è più un esperimento ma un modo di comunicare l’arte ormai consolidato che ha ottenuto un alto gradimento del pubblico. Non per essere presuntuosi ma la città di Ancona ha esposto delle opere d’arte su maxischermo prima che lo facesse la città di Milano con la maxifacciata in piazza Duomo. Oltretutto noi abbiamo esposto opere di Net.Art mentre a Milano solo dei cortometraggi. Per il futuro ci auguriamo che la Public Art aumenti in modo esponenziale nella nostra città fino a creare un sistema permanente di comunicazione artistica, in modo che Ancona diventi un punto di riferimento importante per l’arte contemporanea.

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